Post-it
La tv e la violenza
Ogni volta che un gruppo di ragazzi pesta un coetaneo fino a ridurlo in fin di vita, ci chiediamo sgomenti: da dove nasce questa crudeltà? È solo un problema di educazione familiare, di mancanza di valori, o c'è altro? Proviamo a guardare cosa ci offre la televisione. Un palinsesto fatto di serie su mafia e camorra, film pieni di sparatorie, personaggi che si impongono con la violenza. La criminalità è romanzata, il boss è carismatico, il delinquente diventa un modello di forza e rispetto. E se questi esempi lasciassero il segno? Non è un'ipotesi campata in aria. Ricordo quando trasmettevano una famosa serie TV su medici eroici e affascinanti: subito dopo ci fu il boom di iscrizioni a Medicina. Se una fiction può ispirare un sogno in camice bianco, perché un'altra non potrebbe spingere all'imitazione di modelli negativi? Non si tratta di demonizzare la TV, né di dire che sia l'unico fattore, ma possiamo ignorare totalmente il suo potere di influenza? La violenza è ormai spettacolo quotidiano, normalizzata, quasi seducente. Se i ragazzi crescono con l'idea che prepotenza e aggressività siano strumenti di affermazione, che il rispetto si ottenga con la paura, il branco sarà sempre più forte, sempre più crudele. Forse è ora di ripensare a ciò che trasmettiamo e ai messaggi che veicoliamo. Se vogliamo una generazione diversa, dobbiamo darle modelli diversi.